Daria Bignardi “Saviano apre la seconda edizione dell’Era glaciale”

26 set 2009 Categorie: ARTICOLI VARI, Autori | nessun commento »

“Basta con i politici: abbiamo già dato”

MILANO
Renato Brunetta, che in trasmissione l’accusò di essere arrivata all’intervista impreparata e incapace di distinguere fra il padre dello Statuto dei lavoratori Giacomo Brodolini e un fantomatico «Brandolini», fu, dice Daria Bignardi, «la mia nemesi. Io così maestrina, così attenta? Figurarsi se non leggo i libri di cui devo parlare. Il ministro non sa di che pasta sono fatta». Forse per evitare questo tipo di rischi, ma soprattutto perché «in quel senso abbiamo già dato e l’ultima stagione, vissuta in campagna elettorale, non è stata una passeggiata», nella seconda serie dell’Era glaciale, in onda da stasera alle 23 e 40 su Raidue, non ci saranno politici. Certo vi saranno uomini di spettacolo, soprattutto scrittori, a cominciare da Roberto Saviano, protagonista ieri di una puntata monografica ricca di approfondimenti e di contributi filmati. Fra cui un primo giorno di scuola con i ragazzi di una terza liceo di Casal di Principe che dell’autore di Gomorra preferiscono non sentir parlare e un giro in Brianza fra lettori lumbard che non hanno apprezzato il suo ultimo articolo sui soldati del Sud. «La nostra troupe ha girato un reportage durissimo - commenta lei -, che mi ha fatto capire in maniera violenta come la questione Nord-Sud di questi tempi salti fuori da tutte le parti» Leggi il resto di questo articolo »

Saviano si confessa in una intervista al Times: “odio Gomorra”

14 ago 2009 Categorie: Autori | nessun commento »

Roberto Saviano racconta la sua vita di perenne esiliato oggi in un intervento sul quotidiano britannico The Times: «Sono passati quasi tre anni da quando lo Stato italiano ha deciso di mettermi sotto scorta dopo le minacce che ho ricevuto dalla camorra». La vita in questi anni gli ha fatto odiare, scrive Saviano, il suo bestseller “Gomorra” in cui ha denunciato il potere della camorra su Napoli e la vita derelitta dei giovani nel capoluogo campano. «Ho vissuto in dozzine di case diverse, mai per più di pochi mesi per volta. Tutte piccole o molto piccole, e maledettamente buie».

Ma il suo timore maggiore, racconta il giornalista-scrittore, «è che riusciranno a distruggere la mia credibilità, a macchiare il mio nome e tutto quello per cui ho vissuto e di cui sto pagando il prezzo. Lo hanno fatto a tutti coloro che hanno parlato».

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