“La donna del diavolo”, un giallo emozionante, una storia d’amarezza e di disincanto
09 set 2009 Categorie: ARTICOLI VARI, Novità 2009 | nessun commento »
“Non c’è più intimità” lamenta Antea prima di sparire nel nulla. Una frase breve, perfetta per raccontare La donna del diavolo, l’ultimo libro di Lia Migale (foto a sinistra), da qualche settimana in libreria per Voland. Parole che esprimono tutta l’amarezza per un modo “altro” di esistere, di relazionarsi e di amare che purtroppo non c’è più.
E’ il 1989, lo storico anno della caduta del muro di Berlino; il mondo sta cambiando e nulla sarà mai più come prima. Mentre l’illusione di far parte di una nuova comunità nata e forgiata dai movimenti di matrice sessantottina e femminista si è ormai infranta, per lasciare posto alla disillusione, al tempo del realismo in cui si può sparire per sempre.
La donna del diavolo narra una storia che riguarda almeno due generazioni: quella cui appartengono coloro che hanno vissuto quegli anni da protagonisti e quella di coloro che sono arrivati dopo, quando di quei sogni era rimasto solo il ricordo e il disincanto, delle madri e dei padri.
Sulla scomparsa di Antea indaga il commissario Devila, specchio della fragilità maschile speculare al mutamento abissale avvenuto nel rapporto tra i sessi. Riflette Ninni, la donna più vicina ad Antea, che cerca proprio nella “mancanza d’intimità” denunciata dall’amica la ragione per il silenzio che ha accompagnato la sua sparizione. “…Ora pagavano la sconfitta per non aver mantenuto quella loro socialità allegra. Certo avevano cambiato il mondo, avevano mutato la percezione sociale di cosa è una donna, ma per loro stesse non avevano creato un mondo che le proteggesse dall’oltraggio e dalla vendetta. Vendetta dei poteri costituiti, vendetta dei loro stessi compagni. Era forse questa la sua difficoltà nell’amore? Era forse questa l’impossibile solitudine degli ultimi giorni di Antea?” Leggi il resto di questo articolo »
