Il nuovo libro di Dan Brown: The lost symbol, quello che non è mai stato detto sulla nascita degli Stati Uniti?
Uscirà martedi 15 settembre negli Usa il nuovo e attesissimo libro di Dan Brown dal titolo The lost symbol . Cinque milioni di copie saranno distribuite nelle diverse librerie ed è previsto che si esauriranno in pochi giorni.
Il protagonista della storia è sempre lui, Robert Langdon, che avrà 12 ore di tempo per risolvere un mistero che lo porterà nei luoghi più segreti di Washington, quelli che rimandano alle origini massoniche e ai segreti dei padri fondatori degli Stati Uniti. Ed è subito caccia al simbolo da parte dei fan che non hanno perso tempo e in attesa di leggerne il contenuto, hanno studiato per filo e per segno l’immagine della copertina del libro per carpirne qualche segreto. Nell’immagine in questione c’è un sigillo rosso con incise un’aquila a due teste che spicca sopra il Campidoglio di Washington , il numero 33 iscritto dentro un triangolo e il motto “Ordo ab chaos”: tutti simboli associati al rito scozzese della massoneria presente in 35 stati americani, il cui consiglio supremo consiste per l’appunto di 33 membri e che ha 33 gradi di iniziazione.
Elementi talmudici e della kabbala ebraica sono presenti nei rituali del rito scozzese, come nel libro di magia che aveva ispirato il titolo iniziale della nuova opera di Brown, “I segreti della Chiave di Salomone”.
Il sospetto, avvalorato anche dalla tesi dello storico Robert Cooper, è che Brown abbia fatto una rilettura in chiave complottistica della nascita degli Stati Uniti, ipotizzando che il padre fondatore dell’indipendenza mericana, George Washington, fosse un traditore che durante la guerra americana d’indipendenza negoziava segretamente con gli inglesi attraverso Benedict Arnold, un generale che nella realtà aveva tramato di cedere West Point agli inglesi. Nel libro Langdon aiuterebbe agenti della Cia e dell’Fbi a trovare la prova della confessione di Washington, che deve essere distrutta prima che stravolga l’integrità stessa della storia americana. Solo ipotesi, ma già molto suggestive.
Dopo le 80 milioni di copie vendute per il Codice da Vinci e le 40 milioni di copie per Angeli e demoni, il nuovo libro sembra destinato ad avere il medesimo successo, almeno a giudicare dalla frenesia che i milioni di fan di Dan Brown hanno mostrato nel voler decifrare i diversi indizi che dal 23 giugno la casa editrice Knopf Doubleday fa apparire ogni giorno su Facebook e Twitter relativamente ai contenuti del libro. Un esempio? Il primo era un codice: T10C; 6POTSOD; 12 SOTZ.
E ai fan di Mr Dan è bastato poco per decifrare la sigla “i dieci comandamenti, i sei punti della stella di Davide; i 12 segni dello zodiaco”. Più difficile capire i riferimenti al filosofo Francis Bacon, a Bonifacio VIII, al pittore tedesco rinascimentale Albrecht Dürer, al finanziere Roberto Calvi, morto a Londra in circostanze mai chiarite, e a un misterioso aereo spia capace di viaggiare alla velocità di 5 mila miglia l’ora.
“Questo romanzo è uno strano e meraviglioso viaggio”, ha detto Dan Brown. “Mi ci son voluti cinque anni di ricerca per una storia che si svolge in dodici ore di tempo, ed è stata una sfida entusiasmante”.
Ormai si sa tutto e non si nulla del libro. Tutto è un mistero. Stile Dan Brown ovviamente.
Riferimenti: Panorama.it









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