La Basilica di Superga messa alla berlina da un fumetto
Bella, invidiata, ma un po’ trascurata nel suo splendore. Come quei carpini dalle chiome anarchiche, schierati ai margini del piazzale, che sottraggono la vista su Torino. Quarto sito turistico più gettonato del Piemonte, la Basilica di Superga diventa fumetto. Un racconto sui suoi difetti più evidenti: gli alberi non potati, su cui anche il povero Juvarra avrebbe qualcosa da ridire; segnaletica stradale imprecisa; mancanza di cartelli informativi. Difetti che non si addicono ad un luogo a «vocazione» turistica.
I fumetti, realizzati dall’architetto Giorgio Beltramo, fanno parte di uno studio di riqualificazione commissionato dal Parco Naturale della Collina Torinese e presentato di recente a Moncalieri al workshop di Italia 150, nell’ambito del programma di promozioni territoriali legate all’anniversario dell’Unità d’Italia. «All’innegabile importanza di quest’attrattore turistico - afferma il professionista nella sua indagine - non corrispondono pari attenzioni all’organizzazione delle infrastrutture e, in generale, alla funzionalità e qualità dell’accoglienza nel luogo monumentale. Da questa analisi si deve escludere la Tramvia a dentiera, abile ricostruzione di un pezzo di storia dei trasporti torinesi».
La prima «criticità» s’incontra a Sassi, dove le «indicazioni di direzione per raggiungere la Basilica, con scritte bianche su fondo marrone, sono poco visibili». Poi piazza Geisser, crocevia obbligato: qui «confusione, disordine e povertà d’immagine, in termini di comunicazione e segnaletica, determinano una situazione preoccupante per lo snodo viario finale d’ingresso al monumento». Infine il piazzale della Basilica dove il «visitatore trova una molteplicità tipologica di cartelli, confusi per forma, colore e materiali». E poi la vista mozzafiato su Torino: anzi, una «non vista», per colpa degli alberi cresciuti «a dismisura» e senza «controllo» lungo il perimetro del piazzale. Non solo: anche il contesto attorno alla stele dedicata alla tragedia del Grande Torino, ha un «impatto abbastanza misero e offre una percezione di disordine. In accordo con la società granata e con i fans club si potrebbe ripensare il luogo fornendo una soluzione di arredo che, nel rispetto del ricordo, sia più consona e moderna».
Difetti o no, ogni anno migliaia di turisti raggiungo la Basilica di Superga. «Una volta - afferma Graziano Delmastro, direttore del parco - erano 12 o 14 mila. Adesso raggiungiamo quota 85 mila. Lo studio ha messo in luce elementi che permetterebbero di migliorare l’accoglienza, senza dimenticare che Superga resta un luogo impervio di per sé, per le condizioni naturali della strada e del parcheggio, insufficiente ad accogliere tutti i visitatori nei giorni di grande affluenza».
Che fine farà il progetto? «L’abbiamo presentato al Comune, ma al momento non ha suscitato reazioni. Come dico io non ho ottenuto “feedback”». E come la mettiamo con i carpini? «Una volta venivano potati a palloncino, per non guastare la vista. Ma anche in questo caso la manutenzione spetta al Comune».
Fonte: Lastampa.it









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