Vaticano spa: la Chiesa e gli scandali
Un libro che farà discutere
In una recente intervista Antonio Di Pietro, ricordando l’inchiesta Mani Pulite, non ha usato mezzi termini. Tutto si è bloccato, ha dichiarato l’ex pm di Milano, ora leader politico, “nel momento in cui l’indagine stava procedendo verso il Vaticano, ma questo nessuno lo enfatizza. Quando siamo andati a fare quelle rogatorie tutto si é fermato”. Vaticano Spa, il libro di Gianluigi Nuzzi, inviato di punta di Panorama e all’epoca dell’inchiesta Mani pulite, cronista giudiziario del Giornale, sembra confermare questa tesi.
Nuzzi è riuscito a venire in possesso dello sterminato archivio di monsignor Renato Dardozzi, morto nel 2003, che tra il 1974 e la fine degli anni ‘90 e’ stato una delle figure più importanti nella gestione delle finanze della Chiesa. Dardozzi, che aveva fatto del silenzio una regola di vita come il banchiere Enrico Cuccia, a sua volta depositario di tanti segreti, ha spiazzato tutti con la sua ultima volontà testamentaria: “Rendete pubblici questi documenti affinché tutti sappiano quanto è accaduto”.
In oltre vent’anni, infatti, il prelato aveva raccolto in cartelline gialle tutti i documenti della finanza vaticana. Migliaia di carte che Nuzzi è riuscito a venire in possesso e che la casa editrice Chiarelettere si sta apprestando a pubblicare sul suo sito.
Nel libro di Nuzzi si parla di un conto bancario aperto negli anni ‘90, intestato fittiziamente alla fondazione del cardinal Francis Spellman, l’alto prelato che sdoganò l’Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il conto era intestato ad un omissis ma dalle carte di monsignor Dardozzi è emerso che dietro si celava il senatore Giulio Andreotti. Su quel conto sono transitati decine e decine di milIardi e quando nel 1993 è scoppiato lo scandalo Enimont, in Vaticano hanno scoperto che era servito anche per far passare parte del denaro della maxitangente. Venne così costituita una sorta di unità di crisi per limitare i danni dell’inchiesta dei magistrati milanesi.
Dopo gli scandali del Banco Ambrosiano, la P2, la morte del banchiere Guido Calvi, l’attività dello Ior - dalle carte di Dardozzi - sembra essere continuata. Nuzzi, grazie ai documenti ha così raccontato che sulla Banca vaticana sono transitati titoli di stato per riciclare denaro sporco e perfino le offerte lasciate dai fedeli per le messe è stato trasferito su conti personali con le più abili alchimie finanziarie. Chiusa la prima parte del libro con la lettura dell’archivio Dardozzi, Nuzzi - che nella prefazione ha precisato come il suo non è un libro contro il Vaticano - grazie a testimonianza inedite ha raccontato altre operazioni finanziarie pensate oltre Tevere e che avrebbero portato a sostenere la nascita di un nuovo grande partito di centro dopo la morte della Dc e perfino a riciclare i soldi della mafia.
Fonte: Lastampa.it
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