Torna a Messina l’Horcynus Festival

La rassegna multidisciplinare sullo stretto di Messina, in programma dal 25 al 30 agosto. Mediterraneo crocevia di culture: cinema, teatro, musica, danza fotografie del Mare Nostrum.

Il Mediterraneo rappresenta un florido punto d’incontro di diverse culture, linguaggi ed espressioni artistiche, un crocevia di storie di vita molto più di quanto non sia possibile evincere dai contemporanei fatti di cronaca, con i barconi dei migranti e il loro carico di speranza e di dolore.

Da ben sette anni le culture del Mediterraneo si incontrano all’Horcynus Festival, una rassegna multidisciplinare che si svolge proprio in uno dei luoghi simbolo del Mare Nostrum: lo Stretto di Messina. Anche l’edizione 2009, in programma dal 25 al 30 agosto, celebrerà varie forme d’arte: cinema, musica, teatro, arti visive. Diverse discipline artistiche, ognuna delle quali si intersecherà con le altre, aprendosi al dialogo e al confronto.

“Il nostro festival vuole essere sempre di più un punto di riferimento, un polo della cultura del Mediterraneo”, afferma Franco Jannuzzi, uno dei direttori artistici della rassegna. “Come lo Stretto di Messina segna l’incontro di due mari, allo stesso modo l’Horcynus Festival vuole essere un ponte tra le culture di questa parte del mondo”.

Al festival messinese il cinema sarà particolarmente al centro dell’attenzione grazie a due rassegne molto interessanti. La prima verrà dedicata al “Mockumentary”, che letteralmente significa “falso documentario”: un genere cinematografico che dal successo di The Blair Witch Project in poi ha riscosso un’attenzione e un gradimento crescenti. Verranno proiettate pellicole recenti e meno recenti che indagano il rapporto tra reale, irreale e surreale, tra cui Capricorn One di Peter Hyams, Le ragioni dell’aragosta di Sabina Guzzanti, passando per La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieslowski e La vera leggenda di Tony Vilar di Giuseppe Gagliardi. La seconda, invece, si sofferma sulla società araba e in particolare sul mondo degli adolescenti. Nel cortile della Torre degli inglesi, uno dei luogi più suggestivi del Parco letterario “Horcynus Orca”, saranno proiettati film e cortometraggi provenienti da Siria, Marocco e Arabia Saudita, seguiti da incontri con i registi.


Ma Horcynus Festival è molto altro ancora. A partire dal teatro con il “Progetto Isole”, un percorso che incrocia anche letteratura, musica e danza e che ogni anno si concentra in particolare su una regione del Mediterraneo. Quest’anno è toccato alla Sardegna con il racconto teatrale Blu, liberamente ispirato al romanzo Il quinto passo è l’addio di Sergio Atzeni, interpretato dall’attore nuorese Mariano Nieddu per la regia di Renata Palminiello. Sempre all’interno di questa sezione del festival sono previste le cosidette “incursioni” letterarie e musicali a sorpresa.

In perfetta sintonia con lo spirito del festival, sarà la world music il centro della ricerca musicale all’interno della rassegna, con le performance del chitarrista siciliano Francesco Buzzurro e del musicista senegalese Jalì Diabaté, due tra i principali esponenti della “musica nomade” internazionale.

Moltissimi, poi, gli eventi collaterali che si svolgeranno tutti all’interno del Parco letterario, con lo Stretto di Messina sullo sfondo, il vecchio faro e l’antica Torre degli inglesi a fare da cornice. Ci saranno incontri filosofici, proiezioni di film-documentari, presentazioni di libri, mostre fotografiche (la bellissima “I dimenticati - The forgotten ones” di Nermine Hammam sull’ospedale psichiatrico del Cairo). E, per i palati fini, l’atteso aperitivo sullo Stretto, tutte le sere alle 19.30.

Il programma completo dell’evento e tutte le informazioni utili sono disponibili consultando il sito del Parco letterario “Horcynus Orca”.

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Questo articolo è stato pubblicato il 26 ago 2009 alle 08:00 ed è archiviato nelle categorie ARTICOLI VARI, Eventi culturali. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o effettuare un trackback dal tuo sito.

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