Si è spenta ieri, all’età di 78 anni, Alda Merini
Si è spenta ieri a 78 anni, all’ospedale San Paolo di Milano, la poetessa Alda Merini , una delle voci poetiche più intense del 900. In un vecchio articolo del Corriere della sera ricordò che per lei “La salute non ha mai prodotto niente. L’infelicità è un dono. Io mangio solo per nutrire il dolore. La preparazione alla morte dura una vita intera“. Parole chiare e intense. Che riassumono il senso di una vita vissuta in bilico tra lucidità e “le ombre della sua mente” che la hanno portata a lunghi e tristi periodi di silenzio dovuti all’internamento presso una struttura per malattie mentali. Esperienza che le ha permesso di esplorare in prima persona e fino in fondo il dolore dello smarrimento mentale. “
Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini” scrive in “L’altra verità. Diario di una diversa” rendendo in versi ludici un’esperienza spesso tenuta nascosta dalla società del suo tempo. Suo tempo, che poi è stato anche il nostro. Non ha mai smesso di comporre le sue liriche vivendo in linea con la sua idea che “ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni”. Non ha avuto tempo di far vivere la sua seconda adolescenza, ma di lei rimarrà sempre forte il ricordo della poetessa dal viso dolce e le liriche intense lette con la sigaretta tra le dita, convinta che “se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove”.
Fonte: Capitoloprimo.it









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