Premio Campiello: vince “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini
E’ Margaret Mazzantini, con Venuto al mondo, la vincitrice della 47° edizione del premio Campiello. La scrittrice ha ottenuto 129 voti su quasi 300 della giuria popolare scrutinati ieri sul palcoscenco del Teatro La Fenice di Venezia.
La Mazzantini ha staccato sin dall’inizio gli altri quattro autori finalisti: Elena Loewenthal con Conta le stelle, se puoi (60 voti) , Andrea Vitali con Almeno il cappello (57 voti) , Francesco Recami con Il superstizioso (24 voti) , Pierluigi Panza con La croce e la sfinge (15 voti) .
Venuto al mondo racconta la storia di Gemma, la storia di un amore, che si
intreccia con la Storia vera e drammatica dei nostri giorni.
Una mattina Gemma lascia sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola. che parte per Sarajevo, per le Olimpiadi invernali del 1984, dove incontrerà due degli uomini della sua vita con cui si ritroverà sempre nella stessa città durante il terribile assedio del 1992.Margaret Mazzantini è nata il 27 ottobre 1961 a Dublino dallo scrittore Carlo Mazzantini e la pittrice Anne Donnelly. Per molti anni, dopo il diploma all’Accademia Nazionale D’Amico nel 1982, si dedica con successo al teatro, ricoprendo spesso il ruolo di attrice protagonista.
Conosce Sergio Castellitto, che sposa nel 1987 e al quale ha dato quattro figli.
Debutta come narratrice nel 1994 con Il catino di zinco, che entra in finale al Campiello e, come autrice teatrale, con Manola; nel 2001 pubblica Non ti muovere, che si aggiudica il premio Strega e in seguito diventa un film diretto dal marito e un successo internazionale tradotto in 35 lingue.
Per Castellitto scrive il monologo Zorro. Alla fine dello scorso anno esce Venuto al mondo.









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E’ Margaret Mazzantini, con Venuto al mondo, la vincitrice della 47° edizione del premio Campiello. La scrittrice ha ottenuto 129 voti su quasi 300 della giuria popolare scrutinati ieri sul palcoscenco de La Fenice di Venezia. La Mazzantini ha stacc…
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