Tre suicidi Eccellenti: il giallo di tre morti nel periodo di tangentopoli
Rigoroso come un’ inchiesta ma accattivante come un giallo, Tre suicidi Eccellenti ricostruisce i fatti relativi a tre casi distini (ma in qualche modo correlati alla stessa matrice) di “suicidi” eccellenti del periodo di Tangentopoli, rimasti tuttora inspiegati. Sergio Castellari, direttore delle Partecipazioni statali, Gabriele Cagliari, presidente dell’Eni e Raul Gardini, il più importante industriale della chimica italiana. Tre uomini “che contano”, che si sarebbero tolti la vita, morti tutti e tre poche ore prima di andare ad affidare la loro versione dei fatti dinanzi alla magistratura. Solo un caso? Probabilmente no. Ma sicuramente sarebbe la spiegazione più comoda.
Autore di questo libro è il magistrato Mario Almerighi già rivelatosi abile scrittori in libri quali I banchieri di Dio (2002) e Petrolio e politica (2006).
Riportiamo una intervista all’autore estratta da Repubblica.it:
Il suo libro ricostruisce tre suicidi eccellenti. Quanto c’è di vero in questo romanzo del verosimile?
“Ho cercato di ricostruire i fatti nel rispetto di quanto realmente accaduto. Può accadere che la verità giudiziaria a volte non coincida con quella reale. Ciò può dipendere sia dal mancato approfondimento o da errori nella fase delle indagini, sia da valutazione dei fatti che tradiscono la logica e, direi di più, il buon
senso.
Il caso più eclatante è quello di Castellari. Il pubblico ministero ha sposato la tesi del suicidio di fronte ad una serie di elementi che urtano fortemente con tale conclusione. Sebbene il cadavere sia stato trovato all’interno di un terreno fangoso, la suola delle scarpe era pulita. La pistola è stata rinvenuta infilata nella cintura senza che vi fossero impronte di alcun genere. Le dita mozzate, il viso totalmente sfigurato e una parte della teca cranica mancante. Le valutazioni di questi ed altri elementi da parte del pubblico ministero si basano su ipotesi di verosimiglianza che sono messe in discussione da personaggi da me inventati.
Altrettanto accade per le morti di Gabriele Cagliari e Raul Gardini. I fatti reali accertati nelle indagini lasciano dei buchi neri che possono essere colmati o con una riapertura delle indagini oppure con ipotesi di verosimiglianza. Anche nei provvedimenti dei giudici c’è il vero e il verosimile. Anzi, è essenzialmente sulla linea del verosimile che si muovono le loro decisioni sui suicidi. Ma quale verosimiglianza si avvicina più al vero? Il romanzo contiene ipotesi alternative. Ho cercato di porre il lettore nelle condizioni di ergersi a protagonista nella valutazione dei fatti e scegliere”.
Sapremo mai la verità sui tanti misteri d’Italia?
“Sarà molto difficile. Nel nostro paese il pubblico ministero è indipendente dal potere politico, ma questo ha un rapporto di supremazia gerarchica nei confronti della polizia giudiziaria che a volte interferisce col rapporto di dipendenza funzionale dall’autorità giudiziaria. A ciò deve aggiungersi una sorta di sudditanza psicologica di alcuni magistrati nei confronti del potere politico. Basti pensare all’epoca in cui il palazzo di giustizia di Roma era denominato “il porto delle nebbie”. Deve, inoltre, considerarsi che ogni qualvolta magistrati hanno superato il livello di accertamento della verità e della legalità voluto dal potere - sia politico che economico-finanziario - alcuni di loro sono stati uccisi e sono state adottate controriforme perché certe indagini non potessero ripetersi. Illecito finanziamento ai partiti, falso in bilancio e intercettazioni telefoniche costituirono strumenti essenziali nel processo del petrolio degli anni ‘70 e in tangentopoli degli anni ‘90. I primi due reati sono stati pressoché cancellati e attualmente è in cantiere la controriforma sulle intercettazioni telefoniche. L’elenco di altre controriforme degli ultimi 20 anni è enorme tanto che oggi la giustizia può considerarsi in stato preagonico. Se a ciò si aggiunge la riduzione degli spazi di libertà nel settore dell’informazione, credo che sarà molto difficile nel prossimo futuro conoscere la verità sui misteri d’Italia. Credo che vi sia sempre stata una certa volontà politica che tali rimangano. Basti pensare, ad esempio all’omicidio di Aldo Moro. Lo aveva capito Giovanni Falcone quando, all’indomani del fallito attentato dell’Addaura, parlò di “menti raffinatissime”.
Sin dall’epoca della c. d. strage delle Ginestre, la storia d’Italia è costellata di stragi e omicidi che si intrecciano con le vicende politiche. Credo che la verità si avrà quando il potere politico conquisterà una completa autonomia dai centri di potere economico-finanziario legali e illegali del paese; quando verrà risolto il problema del finanziamento dei partiti secondo la proposta che fece a suo tempo don Sturzo, in base alla quale era prevista la personalità giuridica dei partiti e, quindi, con garanzie di trasparenza e un controllo esterno dei loro bilanci; quando il sistema giustizia e l’informazione verranno considerati dal potere politico presidi di indipendenza e libertà e non strumenti a tutela di interessi di parte; quando le istituzioni della Repubblica si porranno, nel rispetto dei rispettivi ruoli, l’obbiettivo comune di restituire ad essa le dimensioni di un vero Stato di diritto.
Perché ha scelto di raccontare proprio un pezzo di Tangentopoli?
“Ritengo che le tre storie siano emblematiche di quanto ho appena detto. Perché l’aspetto giallistico che contraddistingue le tre morti si estende alla interdipendenza tra gli interessi imprenditoriali pubblici e privati e la disponibilità interessata di certe frange politiche che sfocia in un terreno di assoluta illegalità. Tangentopoli è stata definita la madre di tutti gli scandali. Il processo del petrolio degli anni ‘70 è stato secondo me il padre. Si tratta di un matrimonio che ha partorito il mostro che sta dilaniando la nostra democrazia”.
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In libreria da qualche settimana, pubblicato da un editore di nuovo alla ribalta come Editori Riuniti, Tre suicidi eccellenti ha il merito di mettere in scena personaggi veri e figure inventate e di regalare a chi legge una storia affascinante che affida alla cronaca i particolari ( tutti veri) e alla fantasia le ipotesi (verosimili) che mettono in dubbio la versione ufficiale data negli anni di Tangentopoli. Una lettura istruttiva come un saggio, intrigante come un noir.
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SCHEDA Titolo: Tre suicidi eccellenti. Gardini, Cagliari, Castellari Autore: Mario Almerighi Genere: gialli, politica Editore: Editori Riuniti Anno: 2009 Pagine:224 Lingua: italiano Prezzo: € 12,00









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