Meno di zero: la consacrazione letteraria di un figlio di papà
Di Umberto De Marco
Bret Easton Ellis aveva solo vent’anni quando ha pubblicato il suo primo romanzo. Era il figlio borghese di una famiglia borghese di Los Angeles, mandato in uno dei più costosi collage privati dello stato, dove decise di dilettarsi con la prosa, prendendo parte ad un corso di scrittura creativa. Bello, spregiudicato, ricco, insolente e perverso, non aveva nulla a che vedere con l’immagine del narratore americano. Troppo radical chic per essere come Fante, non abbastanza intellettuale per essere paragonato a Capote, e per niente proletario per essere anche solo vagamente accostato a Bukowski. Insomma, Ellis è semplicemente un figlio di papà come ce ne sono tanti, che passa le sue giornate in un collage con materie che non serviranno a nulla nel mondo del lavoro ma, allo stesso tempo, ha una brillante carriera che lo attende, ben preparata dai suoi ricchi genitori e dai loro amici. Per questo, Meno di zero è una sorpresa. È una sorpresa, in primo luogo, per il suo professore di scrittura creativa, che non si aspettava di leggere un romanzo del genere tra le pagine dei tanti compiti di fine anno consegnati dai suoi alunni. È una sorpresa per gli editori che, non appena leggono il manoscritto, capiscono che deve essere pubblicato e al più presto possibile. Ed è una sorpresa per l’intero pubblico di lettori.
Il romanzo è un cazzotto nello stomaco della narrativa americana e porta il giovane Ellis ad essere un autore di culto, una pop star della penna. I suoi coetanei si
riconoscono nella sua storia, così come nel suo stile secco e asciutto, senza una parola di troppo, diretto e affilato come la noia. Il mondo degli adulti si divide: i più ciechi non vogliono ammettere che quella sia la nuova generazione, altri gridano allo scandalo di una gioventù decadente, pochi leggono con attenzione, cercando di capire cosa c’è dietro, cosa si nasconde oltre la mostra delle atrocità quotidiana di un ventenne, che cerca di dissolversi assieme a tutto ciò che lo circonda.
Le discussioni vanno avanti, il polverone non si posa al suolo ed Ellis – insieme a Jay McInerney, più grande di lui di otto anni – diventa il capostipite di una nuova ondata di scrittori, belli e dannati come lui, che non riusciranno mai ad eguagliare il suo acuto senso di osservazione, la sua sapienza narrativa, un ibrido di furia adolescenziale e meticolosità degna di un vecchio professionista; nessuno dei quali riuscirà ad eguagliare la sua pacata disperazione, per un mondo che di sgretola attorno a lui, senza lasciargli neanche la più piccola speranza di riuscire a fermare tutto ciò.
SCHEDA LIBRO: Libri - Meno di zerohttp://www.libroweb.it/libri/letteratura/libri-meno-di-zero#more-2294









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