Memoria delle mie puttane tristi, no al film tratto dal libro di Marquez
«L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte d’amore folle con un’adolescente vergine», inizia così Memoria delle mie puttane tristi, libro di Gabriel Garcia Marquez , bestsellers edito in Italia da Mondadori. E questo sarebbe stato probabilmente il titolo del film che stava per girarsi in Messico, rivisitazione cinematografica del libro, prodotto da Ricardo del Rio . Ma nulla da fare. Sospesi i finanziamenti al film e via alle polemiche.
Nel libro un anonimo e vegliardo giornalista, dedito da una vita a collezionare amori mercenari, decide di regalarsi una notte che rivoluzionerà i suoi giorni. Per celebrare i propri novant’anni, decide di regalarsi una ragazzina illibata. Per vivere della sua giovinezza, forse, o per scoprire l’amore.
Troppo delicato il tema trattato nel libro, specie in un Paese come il Messico che conta ben 80 mila prostitute di giovanissima età, tutte trascinate in città dalle campagne, proprio come succede a Delgadina, la bambina che l’interprete del romanzo “commissiona” a una maitresse. Nel romanzo, il vecchio giace notte dopo notte al fianco della bambina , che viene drogata e sprofonda in un sonno profondo , e finisce per innamorarsene. Alla fine, l’amore del vecchio viene ricambiato, in tutti i sensi.
L’accusa, come c’era da aspettarsi, è quella che un film del genere sarebbe facilmente diventato un’ apologia alla pedofilia. L’amore corrisposto di un novantenne nei confronti di una quattordicenne sarebbe stato troppo facilmente visto come un atteggiamento di giustificazione rispetto a certi altri tristi e deplorevoli atteggiamenti.
La giornalista messicana Lydia Cacho denuncia: “Il vecchio si innamora della bambina? Questa è la spiegazione che sentiamo ripetere da centinaia di pedofili che cercano vergini 13enni!“ La giornalista ha anche polemizzato con Marquez reo di aver dato l’ok per cedere i diritti di autore , proprio mentre “il mondo combatte contro il crescente sfruttamento commerciale delle bambine“.
Fonti riferiscono che il Nobel per la letteratura Marquez «non è rimasto sorpreso» per le critiche, perché è consapevole che il suo romanzo è «polemico» ed «estremo». Ma ha anche aggiunto che così come lui rispetta il diritto di critica nei suoi riguardi, così chi lo critica deve rispettare il suo diritto alla “libertà di espressione”.









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