Egitto, scoperto nella rilegatura di un manoscritto un frammento della Bibbia più antica
Uno studente greco scopre un frammento del Codex Sinaiticus nella rilegatura di un libro custodito nel monastero di Santa Caterina sul Sinai
LONDRA (2 settembre) - Nel XVIII secolo le pergamene di pelle animale non erano semplici da reperire trovare. Per questo i monaci iniziarono a utilizzare antichi manoscritti per rilegare i libri. Tra questi non risparmiarono di utilizzare anche un prezioso frammento del Codex Sinaiticus, il manoscritto considerato la Bibbia più antica tuttora esistente.
A scoprire il frammento nel monastero di Santa Caterina sul Sinai in Egitto è stato Nikolas Sarris, studente greco che sta completando il suo dottorato in Gran Bretagna. Sarris stava esaminando alcune fotografie contenute in manoscritti conservati presso la bibliotec adel monastero e ha riconosciuto per caso la parte della Bibbia del Sinai.
«È stato un momento molto emozionante- ha raccontato. Anche se non è la mia specializzazione, avevo lavorato al progetto online e il Codex mi era rimasto impresso nella memoria. Ho controllato l’altezza delle lettere e delle colonne e in breve ho realizzato che avevo davanti una parte mai vista del Codex».
Lo studioso ha collaborato alla digitalizzazione per la British Library ed è dunque stato in grado di riconoscere all’istante il pezzo di manoscritto. Potrebbero esserci
altri frammenti. Dopo la scoperta Sarris ha contattato Padre Justin, il biblitecario del monastero, il quale ha confermato che si trattava proprio di un pezzo di pergamena appartenente all’antica Bibbia, corrispondente al capitolo 1 e al verso dieci del libro di Giosuè. Non si esclude che altre parti possano essere nascoste negli strati inferiori del testo. La biblioteca di santa Caterina non possiede gli strumenti adatti ad esaminare la rilegatura senza danneggiare la pergamena ma, ha sottolineato Padre Justin, potrebbe presto dotarsi delle tecnologie necessarie.
Le pergamene della Bibbia del Sinai sono ripartite tra il monastero di Santa Caterina sul Sinai in Egitto, la Biblioteca Russa di San Pietroburgo, la British Library di Londra e la Biblioteca dell’Università di Lipsia in Germania e di recente sono state digitalizzate e messe online nell’ambito di un progetto al quale hanno preso parte esperti provenienti dai quattro Paesi.









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