Europeana: la biblioteca digitale e i dati che confermano il flop
Europeana si avvia a festeggiare il suo primo compleanno. Chissà che per l’occasione l’ Unione europea non decida finalmente di trasformarlo in un progetto serio, come era nelle intenzioni originarie, di grande biblioteca digitale. Si perchè a distanza di un anno il bilancio è alquanto scadente. Eppure l’idea era ottima, rivoluzionaria. Ma come spesso accade, buona l’idea, scarsa la capacità di realizzazione.
Europeana è una biblioteca digitale europea che riunisce contributi già digitalizzati da diverse istituzioni dei 27 paesi membri dell’Unione Europea in 23 lingue. La sua dotazione include libri, film, dipinti, giornali, archivi sonori, mappe, manoscritti ed archivi.
Inaugurata il 20 novembre 2008, a causa dell’eccessiva quantità di visite durante il primo giorno di messa online (10 milioni di utenti per ora) nella mattinata del 21 novembre 2008 i server di Bruxelles non hanno retto ed il lancio di Europeana è stato rimandato alla metà dicembre dello stesso anno.Perchè chi ben comincia è a metà dell’opera! Successivamente il lancio è stato ulteriormente rimandato a Gennaio 2009.In linea con quanto previsto il sito è tornato operativo il 12 Gennaio 2009.
Inizialmente i dati di Europeana parlavano di circa due milioni di opere, tutte già di pubblico dominio. Più di metà dei contenuti iniziali forniti dalla Francia, il 10 per cento dalla Gran Bretagna, l’1,4 per cento dalla Spagna e l’1 per cento dalla Germania.
L’ambizioso progetto,però, a dodici mesi dall’inaugurazione ufficiale, sembra prossimo al naufragio più che a un futuro di radioso sapere. Lo spazio del sito è pressoché deserto, scarsamente frequentato, anche a causa dei forti problemi riscontrati nel processo di digitalizzazione dei volumi provenienti dai 27 paesi europei. Solo il 5% di essi (meno della metà rispetto al previsto) è stato fin qui scannerizzato e messo a disposizione dei lettori.
Ancora una volta a pesare molto è stata la burocrazia dei vari Paesi e tutte le questioni giuridiche legate ai diritti d’autore. Il commissario europeo per l’Informazione e i Media, Viviane Reading, ha definito la situazione preoccupante, considerando i 4,6 milioni di volumi fin qui messi online un’inezia, rispetto le potenzialità di Europeana. Unico paese realmente attivo nel progetto pare essere la Francia, che da sola ha fornito il 47% delle opere raccolte. A seguire, la Germania (con il 15,4%), l’Olanda (8%) e la Gran Bretagna (7,9%), mentre l’Italia ha contribuito solamente per l’1,2%.
Attuale direttore del progetto Europeana è Jill Cousins. Speriamo che gli faccia un bel regalo per il suo primo compleanno. Magari un libro. Auguri.









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