Il Diario di Anna Frank “bene di interesse universale”. Entra nelle Memorie del Mondo dell’Unesco
Il Diario di Anna Frank è stato ufficialmente inserito nel registro Memorie del Mondo dell’Unesco, assieme ad altri 34 ”beni”.
Memoria del mondo (in inglese Memory of the World) è il nome di un programma dell’UNESCO fondato nel 1992 e volto a individuare e tutelare archivi e documenti storici.
Vi sono inclusi raccolte di testi, manoscritti, spartiti, documenti storici unici, immagini, registrazioni e filmati.
I nuovi ingressi entrano a far parte parte dei 193 beni del patrimonio documentario di ”interesse universale”. Tra gli altri beni iscritti quest’anno ci sono gli archivi fotografici dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, il registro degli schiavi delle Antille Britanniche, le Capitolazioni di Santa Fe che firmo’ Cristoforo Colombo, gli archivi del museo del genocidio in Cambogia.
IL LIBRO : Anna è una ragazza ebrea che vive ad Amsterdam, dove la sua famiglia si è trasferita dalla Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Per il tredicesimo compleanno riceve in regalo un quaderno, che diventa il suo diario di adolescente, diretto a Kitty, una amica immaginaria cui confidare i suoi pensieri, visto che dice di non avere amiche vere a cui confidarsi.
Ben presto la vita di Anna subisce un mutamento radicale: l’occupazione tedesca dell’Olanda e le persecuzioni convincono la famiglia di Anna a diventare clandestini, nascondendosi in un alloggio segreto posto al numero 263 di Prinsengracht, sopra la fabbrica di lavorazione della frutta di proprietà del padre di Anna, Otto Frank. A loro, più avanti, si uniscono la famiglia Van Daan e il dottor Dussel. La famiglia dei Van Daan era composta dalla signora Van Daan, il signor Van Daan e Peter, un ragazzo diciassettenne.
Da questo momento il diario diventa il racconto della vita nell’alloggio segreto e delle sue difficoltà quotidiane: dai lavori comuni come pelare le patate, ai turni per il bagno, ai lunghi pomeriggi di studio, con tutte le tensioni che derivano dall’affollamento di molte persone in locali piccoli, e dalla tensione dovuta alla continua paura di essere scoperti o di venire traditi.
Il diario diventa per Anna l’unica possibilità di esprimersi, di raccontare le proprie esperienze e i propri pensieri di adolescente che sta vivendo: i primi amori verso Peter, il figlio dei Van Daan che era rifugiato con lei, le incomprensioni con il padre e il distacco dalla madre, il rapporto poco confidenziale con la sorella maggiore.
Per Anna il diario è anche qualcosa di più: nella primavera del 1944, il ministro dell’educazione olandese in esilio afferma ad una radio clandestina l’intenzione di raccogliere e pubblicare le testimonianze delle sofferenze raccolte dal popolo olandese occupato dai nazisti. Anna, che sognava il mestiere di scrittrice, decide che quando finisce la guerra, il suo diario diventerà un libro.
Non potrà mai vedere il suo sogno realizzato: l’ultima pagina di diario è il giorno 1 agosto 1944. Tre giorni dopo quattro agenti della Grüne Polizei fanno irruzione nell’alloggio segreto.
Anna Frank dopo l’arresto avvenuto il 4 agosto 1944 viene deportata nel campo di Bergen- Belsen. Non si sa con assoluta certezza quando sia morta Anna, ma attraverso varie testimonianze si suppone tra gli ultimi di febbraio e i primi di marzo del 1945. (Wikipedia.it)









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