Andretta: “Io sono Dio? si può ipotizzare la scrittura del testo da parte di una seconda persona”
Qualche giorno fa avevamo pubblicato una lettera scritta da Giorgio Faletti per difendersi dall’ accusa, più o meno palese, mossagli da Franca Cavagnoli e Eleonora Andretta, di non essere il vero autore del suo ultimo libro “Io sono Dio“. La polemica nasce dagli “strani” anglicismi contenuti nel libro, giustificati da Faletti con dettagliate spiegazioni, nella lettera alla quale abbiamo prima fatto riferimento.
Ma la replica di Eleonora Andretta, interprete, traduttrice, esaminatrice Cambridge ESOL (gli esami di inglese come seconda lingua per le certificazioni internazionali) e insegnante, non si è fatta attendere.
Ecco come ha risposto alle domande di un giornalista de Il Giornale :
Come è iniziata?
«Io ho semplicemente letto il libro e mi sono saltate all’occhio frequenti anomalie che, mi sono accorta man mano, erano calchi dall’inglese: una sorta di traduzione letterale di espressioni idiomatiche, e non solo di queste».
E di cosa altro?
«Anche di sostantivi. Per esempio “tavolino da notte” non è forse molto simile a “night table”? In italiano diremmo “comodino”. Oppure ricordo l’uso di “pretend” come “pretendere” anziché “fingere”, che è il suo significato originale».
Come si spiega tutto questo secondo lei?
«Si possono fare molte ipotesi. Una potrebbe essere la presenza di un testo inglese pre-esistente, magari scritto dallo stesso Faletti in quella lingua. Un’altra ipotesi potrebbe essere la scrittura del testo da parte di una seconda persona, di madrelingua inglese».
Ipotesi toste…
«Sia chiaro che come prove io ho a disposizione soltanto il testo e quello che mi dice la mia competenza. Poi, tutto può essere. A proposito della polemica sorta, però, trovo che Faletti - con quelle parole che ha scritto - ha oltrepassato il limite del buon gusto e del rispetto».
(Intervista estratta da Ilgiornale.it)
Direi un valido esempio di come muovere accuse ma farlo con classe ed eleganza.. Difficile dire dove sia la verità. Certo è che la questione circa autori per così dire “prestanomi” , o di autori “prestalibro”, non si apre ( o aprirebbe ) certo oggi.
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