Branagh: Wallander esplora il lato oscuro, proprio come Shakespeare
Kennet Branagh conquista anche la tv con la serie della BBC in cui interpreta il celebre ispettore svedese creato da Mankell.
Kurt Wallander è un ispettore diverso dal prototipo cui siamo abituati a pensare. Non è rapido nel ragionamento, non è atletico, non cerca risposte facili, non fa battute spiritose, non si sforza di piacere. Lui ascolta gli altri e soprattutto se stesso, ponendosi tante domande; silenzioso come alcuni dei paesaggi svedesi che percorre in auto, da solo. Kenneth Branagh, 49 anni, magnifico attore shakespeariano, pare perfetto per interpretare il ruolo del commissario filosofo (vive in una piccola cittadina, Ystad, vicino a Malmö, separato dalla moglie) creato dallo scrittore Henning Mankell.
“Ho capito che nel mio lavoro dovevo fare sempre meno, e sempre più essere”, spiega l’attore, applauditissimo al Roma Fiction Fest, dove ha ricevuto il premio alla carriera. Nella serie prodotta dalla Bbc (trasmessa in Italia da Sky, le repliche il 14 e il 21 luglio) ha un’aria trasandata, è sopraffatto dal dolore davanti alla crudeltà; si chiede se conosciamo davvero le persone che ci circondano, e piange quando, ricordando il tentato suicidio della figlia, gli domandano brutalmente “se come padre è stato uno schifo”. Lui, investigatore sconfitto che nell’episodio Delitto di mezza estate si trova a indagare sull’omicidio di un collega: non si era mai accorto che fosse gay e da sempre innamorato di lui.
“La cosa più difficile è stata interpretare un personaggio di cui ero già accanito lettore” racconta Branagh “Di Wallander mi piace il mistero da risolvere, ma anche lo spunto di riflessione. Non voglio sembrare presuntuoso ma con questa serie volevamo offrire qualcosa più del thriller; i libri hanno una dimensione poetica che lo sceneggiatore ha messo in risalto. C’è il giallo ma quello che distingue Wallander sono i tempi della meditazione”.
Sorride quando spiega che per aderire al personaggio ha scelto di recitare per sottrazione: “Wallander parla molto meno di quanto faccia io. Questo mi ha aiutato anche nei ruoli successivi, ora cerco di fare meno e di “essere” di più. Difficile ma fantastico”.
Quattro volte candidato all’Oscar, star del teatro, attore sensibile, regista e produttore, Branagh continua a vedere il suo lavoro come una sfida alla creatività: “Il mio approccio è sempre lo stesso, il desiderio di fare qualcosa di qualità, l’ampiezza del progetto non è il motivo determinante per realizzarlo o no. Per esempio dirigerò il film Thor, kolossal hollywoodiano dedicato al supereroe della Marvel; lo farò come sono capace, cerco la qualità dell’esperienza creativa”.









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Kurt Wallander è un ispettore diverso dal prototipo cui siamo abituati a pensare. Non è rapido nel ragionamento, non è atletico, non cerca risposte facili, non fa battute spiritose, non si sforza di piacere. Lui ascolta gli altri e soprattutto se st…