Cotto e mangiato: il libro e l’intervista all’autrice Benedetta Parodi
Cotto e mangiato versione libro: intervista a Benedetta Parodi
Cotto e mangiato è il titolo del libro di Benedetta Parodi diventato un vero e proprio caso editoriale: decima edizione, quattrocentomila copie vendute, in classifica per quattordici settimane. Perchè di tanto successo? Perchè il libro usa la stessa formula vincente dell’omonima trasmissione interna al tg Studio Aperto: 243 ricette presentate in modo semplice, chiaro, genuino.
IL LIBRO
Nella rubrica televisiva di Italia 1, “Cotto e mangiato”, Benedetta Parodi, moglie e mamma superimpegnata ma attenta alla gioia che può procurare un pasto appetitoso consumato tutti insieme, svela ogni giorno, direttamente dalla propria cucina, la ricetta di un piatto facile e di sicuro successo. Accogliendo le richieste dei suoi numerosissimi fan, Benedetta ha ora raccolto in un libro il meglio del suo tesoro culinario e lo ha dedicato a tutte quelle donne (ma anche agli uomini!) che, pur indaffarate, prive di tempo e di fantasia, non vogliono rinunciare ai piaceri della tavola e a condividerli con gli altri. La sua formula di successo è semplice e più che mai attuale: ricette per tutti, facili, veloci, sane e economiche, con un occhio di riguardo ai tempi di realizzazione e al portafogli.
SCHEDA
Titolo: Cotto e mangiato Autore: Benedetta Parodi Genere: gastronomia e ricette Editore: Vallardi Anno: 2009 Pagine: 256 Lingua: italiano Prezzo: € 14,90 . . INTERVISTARiportiamo di seguito l’ intervista all’autrice Benedetta Parodi estratta da Panorama.it :
Perché una fortuna?
Ogni tanto nella preparazione prendo scorciatoie che farebbero inorridire i veri chef ma sono la gioia delle casalinghe. Ecco, se fossi una professionista perderei il contatto con le persone.
Un appuntamento quotidiano molto seguito su Italia 1 all’ora di pranzo all’interno di «Studio aperto». Un libro da record. Prendere per la gola premia sempre?
Mangiare insieme compatta la famiglia: sa quanti mi hanno scritto di aver ritrovato il gusto di cenare insieme? A tavola ci si rilassa e ci si conosce meglio. Vale per gli amici ma anche come strumento di seduzione.
Quando le si è acceso il sacro fuoco della passione culinaria?
Ai tempi dell’università vivevo con alcune amiche e cucinavo per sopravvivere. Se ci penso, tutto è cominciato quando sono andata a vivere con Fabio (Caressa, giornalista di Sky, ndr). C’era un progetto di vita e da allora ho preparato tantissime cene per amici e famiglia.
Mai avuto problemi a far mangiare i suoi figli?
No, sono dei veri mangioni. Ma in casa abbiamo un rapporto molto sereno con il cibo: non li ho mai forzati a finire una pietanza. Però più crescono e meno sperimentano.
In famiglia cucina sempre lei?
Di regola sì, però mio marito mi sostituisce quando mi vede stanca. È romano e molto bravo con i suoi piatti tipici, dall’amatriciana alla carbonara… Ed è anche lo specialista dei milanesissimi ossibuchi.
Quali i segreti per una buona riuscita tra i fornelli?
Sicuramente preparare piatti impegnativi soltanto quando si ha tempo, per non arrivare a tavola stravolti. Poi seguire le stagioni: mai servire piatti caldi in estate e freddi d’inverno. Ed evitare menu pesanti: io non rinuncio alle fritture che amo molto, ma le accompagno con un’insalata leggera.
Mentre cucina tiene d’occhio le calorie?
Non le calcolo mai: propongo sempre un solo piatto importante a pasto e verdura. I piatti troppo light mi sembrano tristi. Non mi va di impoverire una ricetta per alleggerirla: meglio mangiare poco ma bene.
Anni di conduzione del tg e poi questa svolta professionale: le piacerebbe occuparsi di un ristorante o di un catering?
Sinceramente no, penso sia troppo faticoso. Spero piuttosto che lo spazio del sabato mattina, nel quale cucino con un personaggio famoso, sia ampliato e abbia una posizione più visibile. E mi interessa l’aspetto editoriale: dal 18 marzo le ricette del libro saranno pubblicate dalla Rti in quattro fascicoli con i passaggi illustrati. A Natale uscirà un diario quotidiano di cucina con piccoli racconti personali a corredo. Sto scrivendo anche una favola fantasy con protagoniste le mie figlie. È una storia ecologica: un’entità malvagia, l’inquinamento, distrugge tutto. Il mondo della magia non riesce più a nutrirsi ma due bambine, grazie a un libro di ricette, riusciranno a combattere il male.
E il suo lieto fine?
Un buon piatto di gnocchi alla piemontese in un sugo di burro e fontina.









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